Scrittura e germinazione: il ciclo delle cartoline scritte a Hyle durante Incipitojo
Tra le cose nate nell’ultima edizione dell’Hyle Book Festival, ce n’è una che continua a circolare anche adesso che il festival è finito, spostandosi lentamente fuori dai giorni e dai luoghi in cui è stata pensata per entrare in spazi dove smette di essere un’iniziativa e diventa, più semplicemente, un gesto. A occuparsi direttamente della semina saranno:-
-
- Calabria: Ammàno
-
- Campania: Fondo RisOrto, L’Orto dei Vesuviani
-
- Emilia-Romagna: Le Serre dei Giardini
-
- Lazio: Centro diurno Alzheimer “Tre Fontane” (con Linaria), Co.r.ag.gio
-
- Liguria: OrtoCollettivo Genova
-
- Lombardia: Nature, Art & Habitat Residency, Orti nel Parco, Orti Sociali Baggini, Rural Residency for Contemporary Art
-
- Marche: San Michele Arcangelo
-
- Piemonte: CelestinOvie, St’Orto Urbano
-
- Sardegna: Mieli Manias (con Apiario d’Autore)
-
- Sicilia: Casa Cuseni, Il Giardino di Giancarlo, Parco Paternò del Toscano
-
- Toscana: Biblioteca Pietro Thouar (con Progetto F’Orti!), Orti della Diversità (con Rete Semi Rurali), RicciOrto (con Legambiente Firenze)
-
- Trentino-Alto Adige: Terre Altre
- Veneto: Biblioteca Civica Villa Valle, Villa di Modolo, Villa Tiepolo Passi
-
Piantare per far germogliare parole
Quando arrivano a destinazione, il progetto entra in un ciclo fatto di tempo, cura e trasformazione reale. In questo senso, le parole vengono letteralmente interrate, e il loro destino non dipende più da chi le ha scritte ma dal tempo, dalle stagioni e dal futuro, introducendo una componente di imprevedibilità che non viene corretta o controllata, ma accettata come parte integrante del progetto. Proprio questa variabilità evita qualsiasi retorica legata all’idea di impatto immediato, spostando l’attenzione su un tempo più lungo e meno controllabile.Cultura e ambiente: una relazione incorporata
La sostenibilità, quindi, in questo caso, non è un livello aggiuntivo del progetto ma la sua struttura di base, perché la carta non è pensata per durare né per essere archiviata, ma per scomparire e, eventualmente, generare altro. È in questo passaggio, nella perdita della forma originaria, che il progetto trova la sua coerenza, perché costringe a considerare la scrittura non come qualcosa che si conserva, ma come qualcosa che può cambiare stato, uscire dal proprio formato e produrre effetti fuori dal campo culturale in senso stretto. Il risultato è che il festival non si esaurisce nei giorni in cui accade, ma continua in forma diffusa che il tempo, l’attenzione concreta e la responsabilità possono davvero far germinare e diffondere, in un ciclo di bellezza e cultura che continua. A occuparsi direttamente della semina saranno:-
-
- Calabria: Ammàno
-
- Campania: Fondo RisOrto, L’Orto dei Vesuviani
-
- Emilia-Romagna: Le Serre dei Giardini
-
- Lazio: Centro diurno Alzheimer “Tre Fontane” (con Linaria), Co.r.ag.gio
-
- Liguria: OrtoCollettivo Genova
-
- Lombardia: Nature, Art & Habitat Residency, Orti nel Parco, Orti Sociali Baggini, Rural Residency for Contemporary Art
-
- Marche: San Michele Arcangelo
-
- Piemonte: CelestinOvie, St’Orto Urbano
-
- Sardegna: Mieli Manias (con Apiario d’Autore)
-
- Sicilia: Casa Cuseni, Il Giardino di Giancarlo, Parco Paternò del Toscano
-
- Toscana: Biblioteca Pietro Thouar (con Progetto F’Orti!), Orti della Diversità (con Rete Semi Rurali), RicciOrto (con Legambiente Firenze)
-
- Trentino-Alto Adige: Terre Altre
- Veneto: Biblioteca Civica Villa Valle, Villa di Modolo, Villa Tiepolo Passi
-
Piantare per far germogliare parole
Quando arrivano a destinazione, il progetto entra in un ciclo fatto di tempo, cura e trasformazione reale. In questo senso, le parole vengono letteralmente interrate, e il loro destino non dipende più da chi le ha scritte ma dal tempo, dalle stagioni e dal futuro, introducendo una componente di imprevedibilità che non viene corretta o controllata, ma accettata come parte integrante del progetto. Proprio questa variabilità evita qualsiasi retorica legata all’idea di impatto immediato, spostando l’attenzione su un tempo più lungo e meno controllabile.Cultura e ambiente: una relazione incorporata
La sostenibilità, quindi, in questo caso, non è un livello aggiuntivo del progetto ma la sua struttura di base, perché la carta non è pensata per durare né per essere archiviata, ma per scomparire e, eventualmente, generare altro. È in questo passaggio, nella perdita della forma originaria, che il progetto trova la sua coerenza, perché costringe a considerare la scrittura non come qualcosa che si conserva, ma come qualcosa che può cambiare stato, uscire dal proprio formato e produrre effetti fuori dal campo culturale in senso stretto. Il risultato è che il festival non si esaurisce nei giorni in cui accade, ma continua in forma diffusa che il tempo, l’attenzione concreta e la responsabilità possono davvero far germinare e diffondere, in un ciclo di bellezza e cultura che continua. Si tratta delle cartoline scritte durante Incipitjo, la mostra di copertine di libri immaginari curata da Lorenzo Scacchia e ospitata da Hyle 2025. Ridurle però a oggetto rischia di far perdere il punto, perché il loro funzionamento è inseparabile dal processo che le ha generate: durante il festival le persone sono state invitate a scrivere a mano dei messaggi destinati ad altri, utilizzando cartoline contenenti semi di piante mellifere, pensate non per essere conservate ma per essere trasformate.Una mappa della semina: dove attecchiscono le cartoline
Se il gesto della semina rischia, nella lettura, di restare sospeso sul piano simbolico, è nella sua articolazione territoriale che trova consistenza. Non si tratta infatti di un’azione isolata, ma di una pratica distribuita, affidata a una rete ampia e concreta di realtà che operano quotidianamente nello spazio pubblico e condiviso. La semina delle cartoline coinvolge orti urbani, giardini, biblioteche, associazioni, residenze artistiche e spazi sociali lungo tutta la penisola: una geografia diffusa in cui la parola esce dal circuito chiuso della fruizione e viene affidata alla terra, ai luoghi, alle comunità. A occuparsi direttamente della semina saranno:-
-
- Calabria: Ammàno
-
- Campania: Fondo RisOrto, L’Orto dei Vesuviani
-
- Emilia-Romagna: Le Serre dei Giardini
-
- Lazio: Centro diurno Alzheimer “Tre Fontane” (con Linaria), Co.r.ag.gio
-
- Liguria: OrtoCollettivo Genova
-
- Lombardia: Nature, Art & Habitat Residency, Orti nel Parco, Orti Sociali Baggini, Rural Residency for Contemporary Art
-
- Marche: San Michele Arcangelo
-
- Piemonte: CelestinOvie, St’Orto Urbano
-
- Sardegna: Mieli Manias (con Apiario d’Autore)
-
- Sicilia: Casa Cuseni, Il Giardino di Giancarlo, Parco Paternò del Toscano
-
- Toscana: Biblioteca Pietro Thouar (con Progetto F’Orti!), Orti della Diversità (con Rete Semi Rurali), RicciOrto (con Legambiente Firenze)
-
- Trentino-Alto Adige: Terre Altre
- Veneto: Biblioteca Civica Villa Valle, Villa di Modolo, Villa Tiepolo Passi
-

