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Il festival inaugura un nuovo percorso che privilegia il tempo della costruzione, delle relazioni e dei progetti condivisi. Non un passo indietro, ma un’evoluzione che permetterà a Hyle di crescere durante tutto l’anno, ben oltre i giorni del festival

Per crescere, a volte, non serve accelerare, serve cambiare ritmo. È la scelta compiuta da Hyle Book Festival, che da oggi diventa ufficialmente biennale. Una decisione nata dalla volontà di costruire un progetto culturale con un respiro più ampio, capace di dedicare tempo alle relazioni, alle idee e ai percorsi che rendono vivo il festival ben oltre i giorni della manifestazione.

Negli ultimi anni Hyle è cresciuto insieme alla sua comunità, trasformandosi in uno spazio di incontro tra letteratura, arti, natura e territorio. Proprio questa crescita ha portato a una riflessione: un festival può continuare a essere fedele alla propria visione se rincorre i ritmi imposti dall’urgenza, dalle scadenze ravvicinate e dall’incertezza dei finanziamenti?

La risposta è stata una scelta consapevole: concedersi un tempo più ampio per costruire un progetto culturale che non si esaurisca nei giorni del festival, ma che continui a vivere e generare valore durante tutto l’anno.

Un festival che sceglie il proprio ritmo

Nel Walden, Henry David Thoreau scrive che «se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni, magari è perché ode un tamburo diverso». Un’immagine che da sempre risuona con l’identità di Hyle e che oggi assume un significato ancora più profondo.

Il festival sceglie di seguire il proprio passo, ispirandosi ai tempi della natura e agli alberi, che crescono senza lasciarsi guidare dall’urgenza. In un’epoca in cui tutto sembra richiedere velocità, presenza costante e performance, Hyle rivendica il valore di un tempo più disteso, necessario per far maturare idee, relazioni e progettualità.

La nuova cadenza biennale consentirà di sviluppare con maggiore profondità i percorsi artistici e culturali, consolidare le collaborazioni e dedicare più spazio a tutto ciò che nasce e cresce tra un’edizione e l’altra.

Oltre il festival: una comunità che cresce tutto l’anno

La biennalità risponde anche a un’altra esigenza: trasformare Hyle in qualcosa che vada oltre il festival.

L’obiettivo è costruire una comunità viva e partecipata, capace di incontrarsi durante tutto l’anno attraverso residenze, pubblicazioni, attività dedicate alla sostenibilità, percorsi culturali e nuove occasioni di confronto. Un progetto radicato nei luoghi e nelle relazioni, che continui ad alimentare il dialogo tra cultura, arti e natura.

Nasce da questa visione anche Lettere da Hyle, la newsletter che accompagnerà lettrici e lettori nel racconto dei progetti, delle idee e dei percorsi che prenderanno forma nei prossimi mesi.

Lo sguardo è già rivolto al 2027

Il prossimo Hyle Book Festival si terrà nel 2027. Nel frattempo il progetto continuerà a vivere attraverso nuove iniziative e collaborazioni.

Tra quelle già avviate ci sono la pubblicazione dei racconti nati durante la seconda residenza di scrittura naturalistica Nel paesaggio che sogna, in uscita in autunno con Galileo Editore, e l’ingresso di Hyle nel Forum Permanente della Carta Europea del Turismo Sostenibile (C.E.T.S.), un impegno che rafforza il legame tra cultura, paesaggio e tutela degli ecosistemi.

La biennalità non rappresenta quindi un rallentamento, ma un cambio di prospettiva: la scelta di costruire un festival che continui a generare cultura durante tutto l’anno e che possa crescere insieme alla comunità che lo rende possibile.

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